Non solo imprese, scienziati e protagonisti del dibattito pubblico. Al Green Economy Festival 2026 un ruolo centrale sarà affidato anche ai giovani, con l’Academy che rappresenta da anni uno degli elementi distintivi della manifestazione. Un progetto che mette al centro studenti universitari e neolaureati, coinvolgendoli direttamente nel confronto sui temi della sostenibilità e del futuro dell’economia.
Saranno centinaia i partecipanti all’Academy, selezionati da università italiane e internazionali, chiamati a vivere il Festival non come semplici spettatori ma come parte attiva. Per loro il percorso inizierà già nei giorni precedenti con il tour “Le Fabbriche della Sostenibilità”, che li porterà all’interno di alcune imprese per osservare da vicino processi produttivi, scelte tecnologiche e strategie legate alla transizione ambientale.
Un’esperienza che rappresenta uno dei punti di forza dell’Academy: mettere in contatto diretto i giovani con il mondo
delle imprese, superando la distanza spesso esistente tra formazione teorica e realtà industriale. Visitare le aziende, incontrare imprenditori e manager, confrontarsi con chi ogni giorno deve tradurre la sostenibilità in scelte operative significa entrare nella dimensione concreta dei problemi.
Durante le giornate del Festival, gli studenti saranno poi coinvolti negli incontri e nei dibattiti, con la possibilità di dialogare direttamente con relatori e ospiti. Un confronto che non si limita all’ascolto, ma che punta a stimolare domande, riflessioni e capacità critica. In un contesto in cui la sostenibilità è spesso raccontata in modo semplificato, l’Academy offre uno spazio per approfondire le contraddizioni e le complessità del tema.
Il coinvolgimento dei giovani assume un significato particolare proprio alla luce del tema dell’edizione 2026, dedicata al mondo tra vent’anni. Sono infatti le nuove generazioni che dovranno confrontarsi più direttamente con le conseguenze delle scelte di oggi, sia come cittadini sia come futuri lavoratori e decisori.
Ma il Festival non si limita a riconoscere questo ruolo in modo retorico. Al contrario, invita i giovani a misurarsi con una dimensione meno ideologica e più concreta della sostenibilità. Da un lato, infatti, le nuove generazioni sono spesso indicate come portatrici di una forte sensibilità ambientale; dall’altro, i loro comportamenti di consumo si inseriscono in un sistema che resta fortemente energivoro e orientato alla crescita dei consumi.
È proprio su questa tensione che l’Academy costruisce il proprio valore: offrire strumenti per comprendere il rapporto tra principi e realtà, tra obiettivi ambientali e vincoli economici. Un passaggio fondamentale per evitare che la sostenibilità resti una parola d’ordine e diventi invece un criterio di scelta.
Allo stesso tempo, per le imprese l’Academy rappresenta un’occasione per entrare in contatto con talenti e competenze, in un momento in cui il capitale umano è sempre più centrale. La transizione ecologica e quella digitale richiedono infatti nuove professionalità, capacità di adattamento e visione interdisciplinare.
In questo senso, il dialogo tra giovani e imprese diventa uno degli elementi più interessanti del Festival. Non solo perché mette in relazione domanda e offerta di competenze, ma perché consente di costruire un linguaggio comune su temi che riguarderanno il futuro del sistema produttivo.
