Tra i grandi eventi spicca la marcata attenzione alla cura di tutti gli ambiti fondamentali dell’esistenza umana
Dalla cucina quotidiana alle grandi questioni etiche, fino alla gestione dei rischi climatici: tre appuntamenti del Green Economy Festival disegnano un percorso che attraversa ambiti solo apparentemente lontani, ma in realtà sempre più intrecciati. Alimentazione, valori e ambiente diventano così chiavi di lettura di un cambiamento profondo che riguarda modelli di vita, consumo e sviluppo. Non si tratta solo di temi diversi accostati nello stesso programma, ma di tre prospettive che, insieme, restituiscono la complessità della transizione in corso.
Il primo incontro, in programma sabato 18 aprile dalle 16.30 alle 17.45 all’APE Parma Museo (Auditorium, Strada Farini
32/A), affronta un tema concreto e vicino alla vita quotidiana: «L’evoluzione della cucina: cosa cambierà nei prossimi 20 anni?». Con Aurora Cavallo, nota come @cooker.girl, il focus si sposta su come stanno cambiando il rapporto con il cibo, le abitudini domestiche e le scelte di consumo. La cucina non è più soltanto uno spazio privato, ma un luogo in cui si riflettono trasformazioni più ampie: attenzione alla sostenibilità, riduzione degli sprechi, stagionalità, qualità degli ingredienti e nuove sensibilità alimentari. La diffusione dei contenuti digitali ha accelerato questo processo, rendendo accessibili informazioni e pratiche che contribuiscono a modificare i comportamenti quotidiani, soprattutto tra le generazioni più giovani.
Guardando ai prossimi vent’anni, il tema non riguarda solo nuove tecnologie o innovazioni di prodotto, ma un cambiamento culturale profondo. Il modo in cui scegliamo cosa mangiare è sempre più legato alla consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale delle filiere.
Dalla riduzione dello spreco alimentare all’attenzione per le risorse utilizzate nella produzione, fino alla crescente domanda di trasparenza, la cucina diventa uno spazio di responsabilità diffusa. In questo senso, il ruolo dei creator digitali assume una dimensione nuova: non solo intrattenimento, ma anche educazione informale e diffusione di pratiche sostenibili. La trasformazione passa anche da qui, da gesti quotidiani che, sommati, contribuiscono a ridefinire i modelli di consumo.
Su un piano diverso, ma profondamente connesso, si colloca l’incontro di venerdì 17 aprile, dalle 21 alle 22.15, nell’Area Talk in Piazza Giuseppe Garibaldi: «Etica, società e il futuro che scegliamo». Il dialogo con Vito Mancuso introduce una riflessione più ampia sui valori che orientano le scelte individuali e collettive. In un’epoca segnata da crisi multiple – ambientali, sociali, economiche – la dimensione etica torna al centro come elemento necessario per interpretare il presente e orientare il futuro. Il titolo stesso dell’incontro sottolinea un passaggio decisivo: il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce attraverso decisioni, responsabilità e relazioni.
La riflessione etica si intreccia con i grandi temi della sostenibilità. Non si tratta solo di definire obiettivi o indica-
tori, ma di interrogarsi sul significato delle scelte, sul rapporto tra individuo e comunità, tra libertà e responsabilità. In questo contesto, la sostenibilità appare come un orizzonte che richiede una revisione dei modelli di sviluppo, ma anche dei comportamenti e delle priorità. Il contributo di Mancuso si inserisce proprio in questo spazio, proponendo una visione che mette al centro la relazione: tra esseri umani, tra generazioni, tra uomo e natura. È in questa trama di relazioni che si gioca la possibilità di costruire un futuro diverso.
A chiudere il percorso è l’appuntamento di sabato 18 aprile, dalle 21 alle 22.15, sempre nell’Area Talk in Piazza Giuseppe Garibaldi, dedicato a «Rischi alluvionali e strategie di adattamento climatico», con Günter Blöschl. Il focus si sposta qui su uno dei temi più urgenti della transizione climatica: la gestione del rischio idrogeologico. Negli ultimi anni, la frequenza e l’intensità degli eventi estremi sono aumentate in modo significativo, mettendo sotto pressione territori, infrastrutture e sistemi economici. Le alluvioni, in particolare, rappresentano uno dei rischi più rilevanti in Europa, con impatti diretti su comunità e attività produttive.
Le ricerche di Blöschl hanno contribuito a comprendere come il cambiamento climatico stia modificando i regimi idrologici, alterando la distribuzione degli eventi estremi e rendendo più complessa la loro previsione. L’analisi su scala europea ha mostrato come le dinamiche delle alluvioni siano influenzate da fattori climatici regionali, ma anche da
trasformazioni del territorio e dell’uso del suolo. In questo scenario, le strategie di adattamento diventano centrali: dalla pianificazione urbana alla gestione dei bacini idrografici, fino allo sviluppo di sistemi di allerta e prevenzione.
Il tema dell’acqua si rivela così uno dei nodi cruciali della sostenibilità. Non solo per la gestione delle emergenze, ma anche per la capacità di costruire sistemi resilienti, in grado di adattarsi a condizioni sempre più variabili. La conoscenza scientifica, in questo contesto, non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale delle politiche pubbliche. Comprendere i fenomeni, misurarli e anticiparli diventa la base per decisioni efficaci, capaci di ridurre i rischi e proteggere territori e comunità.
Nel loro insieme, i tre incontri offrono una lettura trasversale della sostenibilità. Dalla cucina, che rappresenta uno dei luoghi più immediati in cui si manifestano i cambiamenti nei consumi, all’etica, che orienta le scelte e definisce le priorità collettive, fino alla gestione dei rischi climatici, che richiede competenze scientifiche e politiche integrate. Ne emerge un quadro in cui il cambiamento non può essere affrontato da un solo punto di vista, ma richiede un dialogo continuo tra discipline, esperienze e livelli diversi.
Il Green Economy Festival si conferma così come uno spazio in cui queste connessioni diventano visibili. Gli incontri non si limitano a descrivere le trasformazioni in atto, ma contribuiscono a costruire strumenti interpretativi utili per orientarsi in un contesto complesso. In questo senso, il filo che lega cucina, etica e clima è più solido di quanto possa sembrare: riguarda il modo in cui abitiamo il mondo, utilizziamo le risorse e definiamo il futuro che vogliamo costruire.
In un tempo in cui le sfide globali entrano sempre più nella quotidianità, la capacità di collegare comportamenti individuali, scelte collettive e conoscenze scientifiche diventa un elemento decisivo. Dalla spesa quotidiana alle politiche pubbliche, dalle scelte individuali alle strategie globali, tutto concorre a definire traiettorie di sviluppo che possono essere più o meno sostenibili. Ed è proprio su questo terreno che i tre appuntamenti trovano la loro coerenza, offrendo prospettive diverse ma convergenti su una stessa domanda: come rendere sostenibile il nostro modo di vivere, oggi e nei prossimi decenni.
Aurora Cavallo, la “cooker girl” del cibo consapevole
Aurora Cavallo, nota come @cooker.girl, è creator digitale e divulgatrice nel campo della cucina contemporanea, seguita da milioni di utenti sui social. Attraverso contenuti semplici e accessibili promuove un rapporto consapevole con il cibo, con attenzione alla stagionalità, alla riduzione degli sprechi e a uno stile alimentare sostenibile. Il suo lavoro unisce intrattenimento e educazione, contribuendo a diffondere buone pratiche domestiche e maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane legate all’alimentazione, con un impatto diretto sui comportamenti di consumo delle nuove generazioni.
Vito Mancuso. La vita è interiorità, non consumo
Vito Mancuso è teologo e saggista, tra le voci più autorevoli del dibattito contemporaneo su etica, spiritualità e società. Laureato in teologia, ha insegnato in diverse università e affiancato all’attività accademica un’intensa produzione editoriale e giornalistica. Nei suoi lavori affronta temi come il rapporto tra fede e ragione, responsabilità individuale, ambiente e futuro dell’umanità, proponendo una visione della spiritualità aperta al dialogo con la scienza. Il suo contributo si inserisce nelle riflessioni su sostenibilità, valori e modelli di sviluppo, con attenzione al legame tra dimensione interiore, scelte collettive e trasformazioni della società contemporanea.
Günter Blöschl, il vincitore del Water Prize 2025
Günter Blöschl è docente di idrologia alla Technische Universität Wien e all’Università di Bologna, tra i massimi esperti europei nello studio dei fenomeni idrologici estremi. Vincitore dello Stockholm Water Prize 2025, ha contribuito alla comprensione di alluvioni, siccità e impatti del cambiamento climatico sui sistemi idrici. Il suo lavoro integra modelli avanzati e dati su larga scala, offrendo strumenti fondamentali per la gestione sostenibile delle risorse idriche e la prevenzione dei rischi. Le sue ricerche sono centrali nel dibattito su adattamento climatico, resilienza territoriale e politiche per l’acqua.
