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IL MINISTRO PICHETTO FRATIN «IL GAS FA IL PREZZO SUL 75% DELLE ORE UN MECCANISMO CHE VA CAMBIATO»

Ospite al festival, l’esponente di governo torna anche sul tema nucleare: «Entro la fine della legislatura prepariamo la cornice normativa»

Al Festival della Green Economy di Parma, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha messo sul tavolo una questione che pesa direttamente sulle bollette degli italiani: il prezzo dell’energia. Dal meccanismo europeo che lega l’elettricità al gas al ritorno del nucleare, fino al nodo delle reti, il ministro ha, più in generale, delineato le tre leve su cui si giocherà la transizione energetica del Paese.

Il punto più tecnico e, al tempo stesso, politicamente più esplosivo riguarda il cosiddetto sistema del prezzo marginale. Si tratta del meccanismo con cui, ogni giorno, viene fissato il prezzo dell’elettricità sui mercati all’ingrosso europei: il gestore del mercato raccoglie le offerte dei produttori partendo dalle fonti più economiche – rinnovabili e nucleare – e risale la curva fino a soddisfare l’intera domanda. Il prezzo finale viene però determinato dall’ultima offerta accettata, ovvero la più costosa, che nella stragrande maggioranza delle ore è quella di una centrale a gas. Il risultato è paradossale: anche l’energia solare o eolica, che costa pochissimo da produrre, viene venduta al prezzo del gas.

«Pur producendo il gas solo il 42% dell’energia in Italia», ha spiegato Pichetto Fratin, «questo fa il prezzo sul 75% delle ore – peraltro sulla base del peggior impianto, alla peggior ora del giorno prima. Sulla bolletta questo pesa per 9 miliardi complessivi all’anno». Un’anomalia che il governo intende affrontare non in sede nazionale, ma portando il confronto in Europa: «Stiamo presentando alla comunità europea una norma che permetta di intervenire su questo meccanismo che fa sì che il terno elettrico e quello che produce diano il prezzo complessivo».

Il tema è d’attualità: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva già annunciato, a febbraio 2026, l’intenzione di valutare «se sia giunto il momento di procedere con una riforma dell’assetto del mercato», anche se sette Paesi membri hanno espresso contrarietà, temendo che stravolgere le regole aumenti l’incertezza per gli investitori. La disfunzione è stata resa ancora più evidente da un episodio recente: il Decreto Bollette, convertito in legge nel mese di aprile scorso, prevedeva un sostegno per famiglie e imprese calcolato su prezzi stimati attorno ai
32 euro al megawattora, con un’agevolazione di 20 euro. «Poi è successo quel che è successo nel golfo Persico e si sono toccati addirittura i 60 euro», ha ricordato il ministro, che ha così illustrato la fragilità di qualunque intervento in assenza di una riforma strutturale del meccanismo di prezzo.

Sul fronte della sicurezza energetica, Pichetto Fratin ha inquadrato i numeri del sistema nazionale: l’80% dell’energia proviene dall’estero, un dato che rende la dipendenza un problema strategico prima ancora che economico. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima prevede di raggiungere almeno 80 gigawatt di rinnovabili installate entro il 2030, un obiettivo che il ministro ha definito in linea con i tempi: «Quest’anno abbiamo verificato il sorpasso delle rinnovabili sul gas», ha annunciato, precisando che la quota di gas nella produzione elettrica è già scesa al 42%.
L’obiettivo dichiarato è usare il gas come «accompagnamento e stabilità» mentre crescono le rinnovabili.

Ma guardando al fabbisogno atteso – «fra 10-15 anni la domanda sarà almeno 400 miliardi di kilowatt rispetto ai 315 attuali» – il mix da solo non basta. Ecco perché il ministro rilancia sull’atomo: «Dobbiamo aggiungere la fonte pulita che è nella tassonomia europea, che è il nucleare. In questa legislatura dobbiamo fornire un quadro giuridico: nei prossimi 10 anni si potrà integrare con il nucleare, mentre aspettiamo anche la fusione, che ad oggi però non è chiaro quando arriverà». Una posizione coerente con quella espressa in più sedi nel corso del 2025, quando Pichetto Fratin aveva depositato lo schema di disegno di legge delega per un nucleare sostenibile basato sui piccoli reattori modulari di terza generazione avanzata.

Il terzo grande tema è quello delle reti elettriche, che il ministro ha affrontato con piglio pratico, riconoscendo un problema noto agli addetti ai lavori: la rete italiana era sovraccarica di prenotazioni di connessione – richieste accumulate nel tempo che bloccavano la capacità disponibile senza tradursi però in produzione reale. «Abbiamo una rete discreta, ma dobbiamo impegnarci di più nel riempirla con l’energia», ha detto Pichetto Fratin. «La rete italiana era molto prenotata ma di fatto poco utilizzata: oggi stiamo cambiando metodo per fare in modo che si riempia più efficacemente».

Il riferimento è alle misure introdotte nel Decreto Bollette e ai nuovi criteri di pianificazione – tra cui l’utilizzo del portale T.e.r.r.a. di Terna, che consente il monitoraggio in tempo reale delle cosiddette microzone e della capacità effettivamente disponibile per nuovi impianti rinnovabili – che puntano a sbloccare la congestione strutturale della rete di trasmissione nazionale. Sul rischio di un blackout generalizzato come quello che ha colpito la Spagna non molto tempo fa, il ministro ha dichiarato con sicurezza: «Oggi da noi il rischio Spagna è molto minore».

 

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