Si è aperta oggi, 17 aprile, la sedicesima edizione del Green Economy Festival, che fino a domenica riunirà imprenditori, economisti, scienziati e protagonisti del dibattito culturale per interrogarsi sul futuro della sostenibilità. Al centro della prima giornata il tema guida dell’edizione 2026 – “Il mondo tra 20 anni. Progettare prodotti e servizi per un pianeta a risorse limitate” – affrontato da imprese, istituzioni e mondo della ricerca con un approccio concreto e industriale.
Parma, 17 aprile
Ad aprire il Festival è stato l’incontro dedicato proprio al “mondo tra 20 anni”, che ha visto protagonisti esponenti di primo piano dell’industria italiana. Sul palco si sono alternati Davide Bollati, Francesco Mutti, Giovanni Gazza, Valentina Aureli, Lorenzo Delladio, Alberto Moro e Matteo Storchi, portando esperienze e prospettive diverse ma accomunate da una stessa sfida: integrare la sostenibilità nei modelli di business senza perdere competitività.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: la sostenibilità non è più un elemento accessorio o comunicativo, ma una leva strutturale che incide su progettazione dei prodotti, organizzazione delle filiere e strategie industriali. Le imprese hanno evidenziato come la pressione sui costi energetici, l’accesso alle materie prime e le nuove aspettative dei consumatori stiano ridefinendo le scelte produttive.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della resilienza delle filiere, sempre più esposte a tensioni geopolitiche e cambiamenti climatici, e alla necessità di investire in innovazione tecnologica ed efficienza energetica. Non è mancato un focus sul capitale umano, con riflessioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulle competenze e sull’organizzazione del lavoro.
Reti, finanza e innovazione
A chiudere la sessione è stato l’intervento di Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia, che ha sottolineato come la finanza sia cruciale nella transizione verso la sostenibilità. Come ha affermato, “la finanza deve sostenere la crescita, favorendo innovazione, efficienza e accesso al capitale“. Ha anche sottolineato che l’Europa deve rimanere competitiva a livello globale, affermando: “Non possiamo più permetterci di rimanere chiusi nel nostro sistema economico; dobbiamo creare le condizioni per una crescita sostenibile, mirando a una visione di lungo periodo“. Brasseur ha richiamato l’attenzione sul risparmio europeo, che ogni anno viene destinato a mercati esterni invece che essere utilizzato per potenziare lo sviluppo interno. La sua riflessione ha enfatizzato la necessità di un approccio integrato e di una strategia finanziaria che metta la sostenibilità al centro senza compromettere la competitività.
Le crisi come opportunità: Mutti e Marcegaglia a confronto
Nel corso della giornata, è emersa una riflessione sul tema delle crisi economiche e industriali come opportunità di cambiamento e trasformazione. “Le crisi sono inevitabili, ma sono anche opportunità nascoste”, ha sottolineato Francesco Mutti, presidente di Mutti S.p.A. e uno dei protagonisti dell’industria alimentare italiana. Mutti ha evidenziato che, in un settore energivoro come quello della lavorazione del pomodoro, la vera questione non è “se” investire, ma “come” affrontare le difficoltà odierne e trasformarle in progetti industriali di lungo periodo.
Questa visione è stata condivisa da Antonio Marcegaglia, amministratore delegato di Marcegaglia Steel, che ha ribadito l’importanza di affrontare le difficoltà con un approccio strategico. Il gruppo ha recentemente deciso di investire un miliardo di euro in una nuova acciaieria elettrica in Francia, alimentata da nucleare e rottame, un progetto innovativo che prevede emissioni significativamente inferiori rispetto al ciclo integrale tradizionale.
Il concetto di “guardare lontano” è stato un leitmotiv del dibattito, con Marcegaglia che ha spiegato come le grandi scelte industriali possano essere fatte solo con pazienza e continuità, senza cedere alla pressione dei risultati a breve termine. Questo approccio, secondo Marcegaglia, è fondamentale per garantire la competitività a lungo termine, evitando di penalizzare le imprese con politiche troppo rigide che potrebbero compromettere l’innovazione e la capacità di adattarsi al cambiamento.
Energia e geopolitica al centro del dibattito
Nel corso della giornata, il Festival è entrato nel vivo anche sui temi della transizione energetica e della geopolitica delle risorse, sempre più centrali per il futuro dell’Europa. Il dibattito ha evidenziato come sostenibilità e sicurezza energetica siano ormai strettamente intrecciate, in un contesto internazionale segnato da tensioni e nuove dipendenze strategiche. Particolare attenzione è stata dedicata al mix energetico – tra fonti fossili, rinnovabili e nucleare – e al ruolo delle infrastrutture, elementi decisivi per garantire stabilità e competitività al sistema industriale europeo.
Sono intervenuti Angelo Bonelli, co-portavoce Europa Verde e deputato Alleanza Verdi e Sinistra, che ha sottolineato l’importanza di una transizione energetica giusta ed equa, capace di bilanciare le esigenze ambientali con quelle economiche. Simone Mori, fondatore e amministratore delegato di Eneosis, docente di Management della transizione energetica all’Università Luiss e già presidente di Elettricità Futura, ha evidenziato le sfide legate all’efficienza energetica e all’adozione delle rinnovabili, pur riconoscendo la necessità di un mix energetico diversificato. Luca Squeri, responsabile Energia Forza Italia, ha discusso l’importanza di garantire un futuro energetico sicuro per l’Europa, evidenziando il ruolo delle infrastrutture e della regolamentazione del mercato. Infine, Giuseppe Zollino, responsabile energia Azione e docente di Tecnica ed Economia dell’energia e impianti nucleari all’Università di Padova, ha sottolineato la necessità di puntare su soluzioni tecnologiche innovative, tra cui il nucleare, per affrontare le sfide della transizione.
L’intervento del Ministro Pichetto Fratin
Momento centrale della giornata è stato l’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha offerto il punto di vista del Governo sulle politiche energetiche e industriali. Il Ministro ha sottolineato la necessità di affrontare la transizione con pragmatismo, evitando approcci ideologici e puntando su soluzioni tecnologicamente e economicamente sostenibili.
A seguire, l’intervento dell’europarlamentare Giorgio Gori ha ampliato la riflessione a livello europeo, evidenziando le sfide che l’Unione dovrà affrontare per rafforzare la propria capacità produttiva e ridurre le dipendenze strategiche.
Domani al Festival: filiere, energia e futuro del lavoro
La seconda giornata del Festival, sabato 18 aprile, entrerà nel vivo con un programma fitto di incontri dedicati alle grandi trasformazioni industriali. Al centro il confronto su moda e lusso, tra crisi e ridefinizione delle filiere globali, e il dibattito su energia e transizione, con un focus sul futuro delle rinnovabili e sul mix energetico. Spazio anche al lavoro e alle competenze, con l’incontro sui mestieri del 2050 nell’era dell’intelligenza artificiale, e alla riflessione sulla reindustrializzazione europea. Interverranno anche Federico Faggin, noto fisico e pioniere dell’intelligenza artificiale, e Don Dante Carraro, impegnato in progetti di sostenibilità e sviluppo per le comunità vulnerabili. Nel pomeriggio, attenzione al ruolo della conoscenza e della ricerca con l’intervento di Maria Chiara Carrozza su competenze e innovazione, insieme a incontri su città, sostenibilità e nuovi modelli produttivi.
Il Premio Green Book
All’interno del Festival trova spazio anche il Premio Green Book, dedicato alla migliore saggistica sulla sostenibilità. I cinque libri finalisti dell’edizione 2026 affrontano temi chiave come energia, transizione economica, ambiente e risorse, contribuendo a costruire un ponte tra ricerca, divulgazione e dibattito pubblico. La premiazione si svolgerà domani sabato 18 aprile, rappresentando uno dei momenti centrali del Festival, capace di affiancare al confronto tra imprese una riflessione culturale più ampia sui grandi cambiamenti in atto.
Come partecipare agli eventi
Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: per avere garanzia di accesso è necessario registrarsi agli appuntamenti sul sito greeneconomyfestival.it. Per procedere alla registrazione, scegliere l’evento di interesse nella sezione “Programma” e seguire le indicazioni. L’accesso in sala è garantito ai registrati online solo presentandosi almeno dieci minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.
Credits
L’evento è promosso da ItalyPost e L’Economia del Corriere della Sera
Con: Comune di Parma e UPI
Main partner: Crédit Agricole Italia, Davines Group, Iren
Knowledge contributor: Deloitte
Partner: Cisita Parma, Consorzio Parmigiano Reggiano, Consorzio Prosciutto di Parma, Fondazione Cariparma, Infomobility, DS Solutions
Contributor: Andriani, Haiki+, Noi Tech Park Südtirol/Alto Adige
Partner tecnici: Alma Carpets, APE Parma Museo, Fondazione Monteparma, GM Ambiente & & Energia, Lattebusche, Manteco, I.T.E, G.B. Bodoni, Novotel Hotels
Patrocinio: Università di Parma
Green Partner: Savet
Media Partner: Gazzetta di Parma
Curato da Post Eventi e Gruppo Nem Nord est Multimedia





