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Green Economy Festival 2026: a Parma la chiusura. Le imprese guardano al futuro: sostenibilità, innovazione e competitività

Si è conclusa oggi, 19 aprile, la sedicesima edizione del Green Economy Festival di Parma, con l’evento finale che ha riunito imprese, accademici e protagonisti del dibattito economico e culturale per tirare le fila di tre giorni di confronto sulle grandi trasformazioni in atto. Al centro, ancora una volta, il tema guida dell’edizione 2026: “Il mondo tra 20 anni. Progettare prodotti e servizi per un pianeta a risorse limitate” , delineando un approccio sempre più pragmatico alla transizione ecologica, energetica e sociale.

Parma, 19 aprile

Ad aprire l’evento conclusivo sono stati i saluti di Chiara Vernizzi, assessore all’Urbanistica del Comune di Parma, seguiti dalla tavola rotonda dedicata al futuro delle imprese, moderata da Filiberto Zovico, direttore di ItalyPost e del Green Economy Festival.

Al confronto sono intervenuti Gaia Baiocchi, titolare di Eli Prosciutti e vicepresidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, Renato Bruno, amministratore delegato di Bruno Generators Group, Alberto Figna, presidente di Agugiaro e Figna, Valentina Pizzamiglio, responsabile Ricerca Innovazione Competenze Sostenibilità del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e Veronica Tibiletti, docente di Economia aziendale all’Università di Parma. Dalle loro riflessioni è emersa con chiarezza una consapevolezza comune: la sostenibilità non può più essere affrontata né in chiave puramente ideale né come semplice leva reputazionale, ma deve diventare un criterio concreto di visione industriale, investimento e capacità competitiva.

Nelle conclusioni del Festival, Filiberto Zovico ha sottolineato come questa edizione sia stata particolarmente significativa perché, contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare, l’interesse verso la transizione ecologica non si è affievolito, ma anzi è cresciuto, anche alla luce delle crisi geopolitiche, dei conflitti e dell’aumento dei costi di energia e materie prime. Come emerge dall’evento conclusivo, ciò che il Festival ha messo in luce è “la necessità di affrontare i temi della sostenibilità non più con un approccio puramente ideale o puramente strumentale, ma con un approccio pragmatico”, capace di chiarire quali siano davvero i percorsi possibili da intraprendere.

Un approccio pragmatico alla transizione

Tra i temi emersi con maggiore forza nel corso dell’evento conclusivo vi è stata la consapevolezza che la transizione ecologica ed energetica non offra scorciatoie. Come ha osservato ancora Zovico, “non ci sono soluzioni facili” e “le vie sono strette”: questo vale in particolare sul terreno dell’energia, dove sarà necessario ancora per anni fare i conti con le fonti fossili, affiancando però a questa realtà un investimento deciso nella ricerca, nelle tecnologie e nella costruzione di scenari alternativi.

Ed è stato evidenziato con chiarezza, durante tutti e tre i giorni del Festival, che la sostenibilità si giocherà sulla capacità di accompagnare la sostituzione progressiva dei vecchi modelli energetici con nuovi sistemi basati su rinnovabili, accumulo, innovazione tecnologica e, in prospettiva, anche sul nucleare, senza perdere competitività in uno scenario globale sempre più polarizzato tra il ritorno statunitense al petrolio e la leadership cinese sulle materie prime e sul fotovoltaico.

Imprese, filiere e responsabilità sociale

L’incontro finale ha ripreso molti dei nodi affrontati nelle giornate precedenti: la tenuta delle filiere, la necessità di innovare senza distruggere valore produttivo, la sfida di trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo reale. Le imprese intervenute hanno riportato al centro il tema della responsabilità industriale, della qualità dei prodotti, del rapporto con il territorio e della capacità di costruire filiere solide, innovative e coerenti con le trasformazioni in atto.

Ma accanto alla sostenibilità ambientale, il Festival ha ribadito con forza anche il tema della sostenibilità sociale. Nella riflessione conclusiva di Zovico, infatti, il percorso verso la decarbonizzazione non può permettersi di “creare fratture tra nuovi ricchi e nuovi poveri”, né di lasciare indietro una parte della popolazione meno attrezzata di fronte alla rivoluzione tecnologica e digitale. Un richiamo che ha fatto da filo rosso anche ai dibattiti sul lavoro, sull’intelligenza artificiale e sulle nuove disuguaglianze.

Educare al futuro

A seguire, il Festival ha dedicato il momento conclusivo al tema dell’educazione, con l’incontro “Educare al futuro”, che ha visto protagonista lo scrittore Paolo Giordano, scrittore, in dialogo con Irene Conversi, vicepresidente del Comitato Parma EYC2027 e delegata Parma, io ci sto!, ed Eleonora Urbanetto, membro del Comitato Parma EYC2027 e delegata del Consiglio Locale dei Giovani Parma.

Il confronto ha richiamato il tema del senso, altro nodo emerso con forza anche dalle conclusioni del Festival: di fronte a una società che spesso esalta immagini semplificate del successo e dell’identità, diventa necessario, come suggerisce la riflessione affidata da Zovico alla chiusura del Festival, riscoprire “l’essenza dell’uomo, dell’umanità, della sua forza creativa, delle sue emozioni”, per metterle al servizio di una visione capace di ricostruire condivisione e coesione sociale.

Un Festival oltre le aspettative

Il bilancio finale dell’edizione 2026 è stato nettamente positivo. La partecipazione, ha sottolineato Filiberto Zovico, è andata “oltre ogni aspettativa”, confermando un bisogno crescente di confronto serio e non ideologico sulle grandi trasformazioni in corso.

Il Green Economy Festival si conferma così come uno spazio sempre più rilevante di incontro tra imprese, ricerca, cultura e società civile, capace di leggere la sostenibilità non come una parola d’ordine astratta, ma come il terreno concreto su cui si giocheranno competitività, innovazione e qualità della convivenza nei prossimi anni. L’appuntamento è già al prossimo anno, con l’obiettivo di compiere “un ulteriore salto di qualità” e coinvolgere una comunità “locale, internazionale, globale sempre più ampia”.

Credits

L’evento è promosso da ItalyPost e L’Economia del Corriere della Sera

Con: Comune di Parma e UPI

Main partner: Crédit Agricole Italia, Davines Group, Iren

Knowledge contributor: Deloitte

Partner: Cisita Parma, Consorzio Parmigiano Reggiano, Consorzio Prosciutto di Parma, Fondazione Cariparma, Infomobility, DS Solutions

Contributor: Andriani, Haiki+, Noi Tech Park Südtirol/Alto Adige

Partner tecnici: Alma Carpets, APE Parma Museo,  Fondazione Monteparma, GM Ambiente & & Energia, Lattebusche, Manteco, I.T.E, G.B. Bodoni, Novotel Hotels

Patrocinio: Università di Parma

Green Partner: Savet

Media Partner: Gazzetta di Parma

Curato da Post Eventi e Gruppo Nem Nord est Multimedia 

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