Corriere della Sera -

ACCIAIO SETTORE STRATEGICO, L’UE SIA PIÙ ATTENTA ALL’INDUSTRIA

Marcegaglia alla Green Week. Pichetto: più gas e rinnovabili ma anche il nucleare dalla nostra inviata Valentina Iorio

Padova

L’acciaio è il termometro dell’industria. La sua domanda è strettamente legata a settori come le costruzioni, l’automotive, le infrastrutture e la meccanica. Se va in crisi, significa che sta rischiando tutto il sistema. Porre un argine alla concorrenza sleale delle importazioni extra-Ue e sostenere le imprese europee significa consentire al settore di proseguire nella decarbonizzazione e porre un freno alla deindustrializzazione. Ed è quello che Bruxelles ha deciso di fare, limitando l’import di acciaio senza dazi da Paesi come Cina e India, con una misura che entrerà in vigore a luglio, ma sta già ridando fiato alle imprese. «Questo intervento restringerà le importazioni quasi del 50% creando uno spazio maggiore per gli operatori europei. E gli effetti si iniziano già a sentire», ha spiegato ieri Antonio Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Steel, intervenendo a Parma all’apertura del Green economy festival, organizzato da ItalyPost in collaborazione con L’Economia del Corriere della Sera e curato da Post Eventi. «Il contesto nel medio termine non è brillante perché il consumo di acciaio in Europa è in calo, per la crisi di settori come costruzioni, automotive, elettrodomestici e meccanica in generale. A questo si somma la competizione con l’Asia, rispetto alla quale noi europei scontiamo una carenza di materia prima e costi energetici più alti. Inoltre ci siamo dati obiettivi di decarbonizzazione molto più sfidanti di quelli del resto del mondo», ha proseguito Marcegaglia. Questa è una partita in cui «la siderurgia è impegnata da anni», ha aggiunto, ricordando che l’Italia ha già il 90% di acciaio green. Serve però grande pragmatismo e un mix energetico che sia sostenibile per le imprese anche dal punto di vista economico. Il piano nazionale, come ha ricordato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, prevede di arrivare al 2030 con almeno 80 Gw di rinnovabili. «L’obiettivo è usare il gas come accompagnamento e incrementare le rinnovabili. Ma dobbiamo aggiungere un’altra fonte che è il nucleare», ha spiegato il ministro.

Gli imprenditori che hanno scelto di puntare sulla sostenibilità «non stanno preparando il domani, ma il dopodomani, pensano alla prossima generazione», ha evidenziato Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e senior country officer. «Abbiamo integrato la sostenibilità nel nostro modello bancario e il nostro obiettivo è creare valore duraturo nei territori, accompagnando chi ha il coraggio di aprire nuove strade», ha aggiunto. Questo richiede di fare sistema, investire in tech e innovazione, ha evidenziato Brasseur, «ma alla base occorre avere motivazione e visione per prepararsi e anticipare i cambiamenti del futuro così da creare, quando serve, nuove strade».

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