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LA SOSTENIBILITÀ È COMPETITIVITÀ MA SOLO SE PUNTA AL PRAGMATISMO

Imprenditori a confronto per capire come gestire il cambiamento climatico e quali prodotti e servizi serviranno per vivere nel nostro tempo. Ma anche quali politiche adottare per l’autonomia energetica e restare competitivi

Sarà dedicato alla domanda che fa da sfondo all’intera manifestazione – come sarà il mondo tra vent’anni – l’evento di apertura del Green Economy Festival in programma questa mattina al Green Life di Credit Agricole a Parma. Un appuntamento che, come da tradizione, riunirà alcuni tra i principali protagonisti dell’industria, della finanza e della ricerca per avviare il confronto sui grandi temi della sostenibilità, con un taglio sempre più orientato alla dimensione concreta della competitività e delle scelte industriali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti di Gabriele Buia, presidente dell’Unione Parmense degli Industriali, seguiti dall’intervento del direttore del Festival, Filiberto Zovico, che introdurrà il senso dell’edizione 2026.

Il primo intervento entrerà subito nel cuore di una delle trasformazioni più rilevanti in corso: il rapporto tra capitale umano e innovazione tecnologica. Valeria Brambilla, amministratore delegato di Deloitte & Touche, affronterà il tema “L’importanza del talento nell’era dell’intelligenza artificiale”, mettendo al centro il ruolo delle competenze in un contesto in cui automazione e AI stanno ridefinendo processi produttivi, organizzazione del lavoro e modelli decisionali. La questione non riguarda solo l’efficienza, ma la capacità delle imprese di attrarre, formare e trattenere talenti in un mercato sempre più competitivo e globale.

Seguirà un primo panel dedicato a “Progettare il futuro per imprese e territori”, che porterà a confronto esperienze diverse ma accomunate dalla necessità di tenere insieme sostenibilità, qualità dei prodotti e radicamento territoriale. Interverranno Nicola Bertinelli (Consorzio Parmigiano Reggiano), Davide Bollati (Davines Group), Francesco Mutti (Mutti) e Giovanni Gazza (Iren). Il confronto toccherà temi centrali come la resilienza delle filiere, la gestione delle risorse, l’efficienza energetica e il rapporto tra imprese e territori. In un contesto di crescente incertezza, la capacità di progettare il futuro diventa una questione strategica che riguarda tanto le imprese quanto i sistemi locali.

Il secondo panel, “Competere oggi guardando al futuro”, allargherà lo sguardo alle dinamiche della competizione
internazionale. Valentina Aureli (Aetna Group), Lorenzo Delladio (La Sportiva), Alberto Moro (Bitron) e Matteo Storchi (Comer Industries) discuteranno le strategie necessarie per affrontare mercati globali sempre più complessi, tra transizione tecnologica, pressione sui costi e ridefinizione delle catene del valore. Il tema della sostenibilità sarà affrontato come fattore competitivo, non solo in termini ambientali ma anche industriali, organizzativi e di posizionamento sui mercati.

A condurre la prima sessione Maria Gaia Fusilli; la seconda sessione sarà affidata a Filiberto Zovico, che guiderà il confronto mantenendo al centro il legame tra sostenibilità e competitività, filo conduttore dell’intera manifestazione. L’evento offrirà poi uno sguardo sul ruolo delle reti finanziarie e dell’innovazione nei processi di trasformazione, con l’intervista a Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia. Il tema “Dai territori all’impatto globale” metterà in evidenza come il sistema finanziario possa accompagnare le imprese nella transizione, sostenendo investimenti, innovazione e sviluppo, ma anche contribuendo a costruire connessioni tra dimensione locale e mercati internazionali.

A chiudere l’evento sarà l’intervista ad Antonio Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Steel, dedicata a una delle questioni più rilevanti del dibattito attuale: il rapporto tra sostenibilità e competitività industriale. In un contesto europeo attraversato da tensioni energetiche, regolatorie e geopolitiche, il tema si pone con crescente urgenza: come conciliare obiettivi ambientali ambiziosi con la necessità di mantenere una base produttiva
solida e competitiva.

A condurre la parte finale sarà Nicola Saldutti, caporedattore Economia del Corriere della Sera.

 

Francesco Mutti, una filiera responsabile e la ricerca della qualità

Francesco Mutti è amministratore delegato di Mutti, azienda leader nella lavorazione del pomodoro e simbolo del made in Italy agroalimentare che fattura oltre cinquecento milioni esportando in numerosi paesi anche extraeuropei. Sotto la sua guida l’impresa ha rafforzato il legame con il territorio e la filiera agricola, promuovendo qualità, trasparenza e sostenibilità.

Mutti è impegnata nella riduzione dell’impatto ambientale, nell’efficienza idrica ed energetica e nella valorizzazione del lavoro agricolo. Francesco Mutti è una voce autorevole sui temi della transizione sostenibile nel settore food, della competitività delle filiere e dell’innovazione responsabile.

Il suo impegno si concentra anche su tracciabilità, certificazioni ambientali e modelli produttivi capaci di coniugare crescita economica, tutela delle risorse naturali e attenzione alle comunità locali in una prospettiva di lungo periodo sostenibile (Imagoeconomica).

 

Valentina Aureli, l’imprenditrice simbolo della Packaging Valley

Valentina Aureli è amministratrice delegata di Aetna Group, gruppo industriale nato in Romagna e oggi tra i principali operatori internazionali nelle tecnologie per il packaging e l’automazione, con sedi produttive in Italia e all’estero, oltre 2.000 dipendenti e un fatturato superiore ai 500 milioni di euro. Alla guida del gruppo ha consolidato la crescita internazionale e rafforzato gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica. L’azienda sviluppa soluzioni per ottimizzare i processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi, contribuendo alla diffusione di modelli industriali più sostenibili. Il suo lavoro si inserisce nel dibattito su competitività, transizione  ecologica e filiere globali.

In un settore cruciale per la sostenibilità manifatturiera, segue temi come economia circolare, riduzione dei consumi e innovazione di filiera globale.

 

Matteo Storchi e la voglia di crescere in un momento di difficoltà

Matteo Storchi è presidente e amministratore delegato di Comer Industries, gruppo con sede a Reggiolo attivo nella
progettazione e produzione di sistemi meccatronici per la trasmissione di potenza, con applicazioni in agricoltura, costruzioni ed energia. Sotto la sua guida l’azienda di famiglia si è trasformata in un player globale quotato a Piazza Affari, con oltre un miliardo di euro di fatturato e una presenza industriale internazionale. Ha guidato una fase di crescita attraverso acquisizioni e innovazione tecnologica, rafforzando il posizionamento nei mercati globali. Il suo lavoro si colloca nei processi di trasformazione della meccanica, tra elettrificazione, automazione ed efficienza energetica, con attenzione alla sostenibilità dei processi produttivi e all’evoluzione delle filiere industriali verso modelli più competitivi e resilienti nel lungo periodo (Imagoeconomica).

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