GREEN ECONOMY FESTIVAL 2026: A PARMA IL CONFRONTO SU INDUSTRIA, SOSTENIBILITÀ E FUTURO

Parma torna al centro del dibattito su economia e sostenibilità con la sedicesima edizione del Green Economy Festival, in programma dal 17 al 19 aprile. Un appuntamento che negli anni si è affermato come uno dei principali momenti di confronto in Italia tra imprese, ricerca e istituzioni, e che nel 2026 sceglie di interrogarsi su una domanda cruciale: come sarà il mondo tra vent’anni.

Il tema dell’edizione – “Progettare prodotti e servizi per un pianeta a risorse limitate” – segna un passaggio chiaro: la sostenibilità non viene più affrontata come un obiettivo astratto o una narrazione, ma come una questione industriale concreta, che riguarda scelte produttive, modelli di consumo e capacità di competere nei mercati globali.

Il Festival, promosso da ItalyPost, Corriere della Sera e L’Economia del Corriere, porterà a Parma economisti, scienziati, imprenditori e protagonisti del dibattito culturale, in un programma che attraversa settori e discipline diverse: dall’energia all’agroalimentare, dalla manifattura alla tecnologia, fino ai temi sociali e culturali della transizione.

Tra gli ospiti principali spicca Joshua Angrist, premio Nobel per l’Economia 2021, che terrà una keynote lecture dedicata al rapporto tra élite, istruzione e mobilità sociale. Accanto a lui, Federico Faggin porterà una riflessione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale, mentre Maria Chiara Carrozza affronterà il ruolo della ricerca e delle competenze nell’economia della conoscenza. Il programma include anche gli interventi di Vito Mancuso e Don Dante Carraro, a testimonianza della volontà di intrecciare dimensione economica, etica e sociale.

Il cuore del Festival resta però il confronto tra imprese. L’evento di apertura vedrà protagonisti alcuni dei principali esponenti dell’industria italiana, tra cui Nicola Bertinelli, Davide Bollati, Francesco Mutti e Giovanni Gazza, chiamati a discutere come progettare il futuro tenendo insieme sostenibilità, innovazione e competitività. Un tema che attraverserà anche i panel successivi, con il coinvolgimento di manager e imprenditori di settori diversi, dalla meccanica alla moda.

Particolare attenzione sarà dedicata al nodo della competitività industriale europea, oggi sempre più centrale nel dibattito economico. Incontri specifici analizzeranno il ruolo dell’energia, le politiche industriali e le strategie per rafforzare la capacità produttiva del continente in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni rapide.

Non a caso, uno dei filoni più rilevanti del programma riguarda proprio l’energia. Il Festival ospiterà diversi confronti sul futuro del mix energetico, tra fonti fossili, rinnovabili e nucleare, e sulle infrastrutture necessarie per sostenere la transizione. A questi si affiancherà una riflessione sulla geopolitica delle materie prime, tema sempre più strategico per comprendere le nuove dipendenze e le sfide della globalizzazione.

Venerdì 17 aprile alle ore 18 è atteso anche l’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, chiamato a intervenire su uno dei temi più sensibili per il futuro del Paese: il rapporto tra transizione energetica, politiche pubbliche e sistema industriale.

Accanto ai grandi temi industriali ed energetici, il Festival dedicherà ampio spazio alle trasformazioni delle filiere produttive e dei modelli di consumo. Nel settore agroalimentare, ad esempio, si discuterà di agricoltura rigenerativa, spreco alimentare ed economia circolare, con la partecipazione di esperti e operatori del settore. Allo stesso modo, incontri dedicati alla moda, ai materiali e all’architettura affronteranno il tema della sostenibilità nei diversi comparti produttivi.

Un altro filone importante riguarda il lavoro e le competenze. Il Festival ospiterà confronti sull’impatto dell’intelligenza
artificiale sull’occupazione e sull’evoluzione delle competenze richieste nei prossimi decenni, insieme a riflessioni sulle dinamiche demografiche e sulle implicazioni per il sistema economico e sociale.

Non mancherà uno sguardo ai territori, con incontri dedicati al futuro delle aree interne e dei borghi, e al ruolo che questi possono avere in un modello di sviluppo più equilibrato. Un tema che si collega direttamente alla dimensione locale della sostenibilità, spesso trascurata in un dibattito dominato da prospettive.

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